Pomacchi

I pomacchi (lingua bulgara: помаци, pomaci) o musulmani bulgari (българи мюсюлмани, bălgari mjusjulmani), localmente detti anche ahrjani, sono bulgari di lingua praticanti l’Islam. Secondo alcuni studiosi, tra cui Fred de Jong, la loro origine sarebbe oscura; con tutta probabilità, tuttavia, si tratterebbe di bulgari cristiani convertitisi alla religione musulmana nei secoli del dominio ottomano nei Balcani. I pomacchi vivono per lo più in Bulgaria, anche se si trovano delle consistenti minoranze in Grecia, Turchia, Albania, Macedonia, Kosovo. In alcuni casi, il termine „pomacchi“ è usato per indicare un’altra popolazione, quella dei torbesh.

L’origine del nome „pomacchi“ è incerta. Secondo molti studiosi bulgari, il termine deriverebbe dal bulgaro pomagač, cioè „aiutante“, ovvero truppe ausiliarie dell’esercito ottomano, oppure da pomohamedančeni (помохамеданчени), vale a dire „islamizzati“. Quanto al termine ahjani, che i pomacchi un tempo utilizzavano per designare se stessi, deriverebbe dall’antico slavonico religioso agarjani, ossia „infedeli“, oppure, come ipotizzato dallo studioso bulgaro A. Ishirkov, dalla confraternita para-religiosa islamica dell‘Ahi, molto diffusa nei Rodopi durante l’epoca ottomana. Altre interpretazioni fanno derivare il termine da po măka (по мъка), cioè „attraverso il dolore“, in riferimento ad una conversione forzata all’Islam, oppure da poturnjak, vale a dire „persona resa turca“: tuttavia, queste ultime interpretazioni appaiono meno valide.

Del tutto superate le interpretazioni fornite da alcuni autori greci, secondo i quali „pomacco“ deriverebbe dal greco antico pomax („bevitore“) mentre ahrjani verrebb da Agrianoi, nome di un’antica popolazione della Tracia.

Poco si conosce della conversione dei pomacchi all’Islam. Si ritiene sia stato un processo graduale, protrattosi in epoche diverse. Una prima ondata di conversione dovette occorrere nella seconda metà del XIII secolo, quando i turchi conquistarono la Bulgaria: si ha infatti notizia di numerosi proprietari terrieri passati all’Islam al fine di mantenere il possesso delle loro terre. Altre conversioni si ebbero sotto il sultano Selim II nel 1512. L’ondata maggiore si ebbe però nel XVII secolo, quando gli abitanti dei monti Rodopi passarono in massa dal Cristianesimo all’Islam. La comunità pomacca aumentò nel corso del XVIII secolo mentre, con tutta probabilità, le ultime conversioni si verificarono all’inizio del XIX secolo.

Fino all’inizio del XX secolo, tutti gli storici erano concordi nell’affermare che i pomacchi furono convertiti con la forza. Attualmente, gli studiosi sono maggiormente divisi: considerando infatti che raramente gli ottomani presero delle misure drastiche per convertire i popoli conquistati, si ipotizza che i pomacchi siano diventati musulmani spontaneamente, per ragioni di opportunità politica ed economica. Ufficialmente, gli storiografi bulgari sostengono che la conversione fu forzata e le resistenze del popolo bulgaro furono decise: sarebbe questo un modo per mantenere intatta l’idea secondo cui l’intero popolo bulgaro fu unito nel combattere l’oppressore turco. In tal modo, la „bulgarità“ (bălgarština) dei pomacchi sarebbe rimasta intatta, per cui sarebbe meglio parlare di „bulgari musulmani“. Un esempio di questo tipo ci è fornito dallo storico Andrej Pechilkov che nel 1989 il quale affermò che, dopo aver adottato l’Islam perché costretti, i pomacchi riuscirono a confermare la loro identità etnica e la loro lingua.

Al termine del processo di conversione i Pomacchi (e i Torbesh) si trovano concentrati nei Rodopi, ma con importanti insediamenti nella Macedonia orientale e nel distretto del Danubio, dove si concentrano attorno a Loveč, Pleven e Oryahovo. I pomachi dei Rodopi sembrano aver benificiato di una larga autonomia, con un agha, un capo ereditario, che governava dal villaggio montano di Tamrash. L’agha nel 1890 aveva un ambasciatore permanente a Filippopoli che provvedeva ai visitatori un visto d’ingresso speciale per i territori controllati sui Rodopi pomachi. Lo storico ceco Konstantin Jireček stimava che Torbesh e Pomachi, intorno al XIX secolo, non fossero meno di mezzo milione, anche se fonti turche riducevano il numero a 200.000

La situazione cambia velocemente al crescere del malcontento tra la popolazione bulgara cristiana riguardo al potere ottomano, tale malcontento esplose nella rivolta dell’aprile 1876. I pomachi si trovarono in una difficile situazione, nell’essere bulgari, quindi vicini ai ribelli, ma nello stesso tempo mussulmani, e quindi vicini ai turchi. Alla fine, la mancanza di una chiara distinzione tra fede ed etnia e la percezione che ne avevano i cristiani come turchi, li portò a fianco con i Bashi-bazouk nell’implacabile repressione della rivolta. Gli ausiliari pomacchi giocarono un ruolo importante nei massacri di Batak e Perushtitsa, massacri tra i peggiori effettuati durante il soffocamento della rivolta

La soppressione della rivolta provocò una reazione in Europa contro i Bashi-bazouks e le «libere iniziative dei pomachi»; la reazione fu particolarmente forte in Russia, causando la guerra russo-turca del 1877-1878, che portò alla formazione del regno indipendente di Bulgaria. I massacri del 1876 causarono delle severe rappresaglie durante la guerra da parte della popolazione cristiana e dell’esercito russo, molti musulmani furono uccisi ed una parte consistente dei pomachi emigrò ai confini dell’Impero Ottomano, in parte forzati, in parte rifiutando di vivere sotto il potere dei „giaurs“ (infedeli). Il più colpito fu il distretto del Danubio, quando dall’assedio di Pleven fuggì praticamente la totalità dei pomachi. Molti ritornarono nel 1880, ma i più, trovando impossibile riprendere ciò che avevano perso durante la guerra, iniziarono ad emigrare in Anatolia. Tali migrazioni ridussero il numero di pomachi in Bulgaria ad un terzo.

Quando il trattato di Santo Stefano nel 1878 terminò la guerra, molti pomacchi presero parte all‘ „ammutinamento dei Rodopi“, un contrattacco organizzato dalle forze armate ottomane e dalla popolazione dei Rodopi, l’operazione fu condotta dall’ex-console britannico a Varna e Burgas e da ufficiali volontari dell’esercito ottomano con il supporto attivo della ambasciata britannica a Istanbul. La maggior parte della regione dei Rodopi fu inclusa nella provincia autonoma ottomana della Rumelia orientale, governata da un governatore-generale cristiano; a questa prospettiva venti villaggi pomachi si ribellarono, formando la cosiddetta „Repubblica pomaca“. La repubblica cessò di esistere nel 1886, un anno dopo la riunificazione della Rumelia orientale con il Regno di Bulgaria. Con la nuova definizione dei confini i paese della „repubblica“ furono inclusi in territorio ottomano.

L’unificazione della Bulgaria nel 1885 generò una nuova ondata di migrazione dei pomacchi. Come per i precedenti comportamenti del governo bulgaro, in generale si può dire che non vi furono tentativi per assimilare i pomachi, che furono trattati allo stesso modo del più grande gruppo musulmano. Ciò è dimostrato nei censimenti del 1880, 1885 e 1888, in cui i pomacchi venivano contati come turchi. Solamente nel censimento del 1905 si creò una voce per i musulmani bulgari, usando il termine „Pomacchi“.

Uno dei momenti peggiori per i pomacchi, fu l’inizio delle guerre balcaniche, quando Bulgaria, Grecia, Montenegro e Serbia, si unirono contro l’Impero Ottomano nel 1912. In ottobre, simultaneamente con l’inizio della guerra, il governo bulgaro sottomise i pomacchi dei Rodopi a conversioni forzate. L’azione, conosciuta come Pokrustvane (in bulgaro significa sia „conversione“ che „battesimo“) coinvolse 150.000 pomacchi in una operazione diretta da uno speciale comitato di stato; in teoria i battesimi volontari avrebbero dovuto essere amministrati dalla Chiesa bulgara, in realtà l’amministrazione locale giocò un ruolo chiave in questo supportata dall’esercito e da bande di insorti, questo portò a pogrom sanguinosi contro i pomacchi in molti villaggi.

La forza bruta e le intimidazioni furono applicate per convertire la gente. Presero parte attiva nelle violenze i membri di formazioni politiche estremiste, come la Internal Macedonian Revolutionary Organisation (IMRO), i cui reggimenti furono inviati nella regione greca di Drama per le cristianizzazioni forzate. I musulmani furono intimidati alla conversione attraverso le promesse di rilascio dei parenti. Ma ancor peggio fu che la popolazione fu abbandonata alla mercé dell’esercito. Insieme all’esercito anche semplici cittadini presero parte alla campagna di Pokrustvane. Se le autorità erano interessate alla bulgarizzazione, ignoravano le più semplici necessità e come conseguenza dei saccheggi e degli incendi, le vittime della Pokrustvane venivano lasciate in stato di totale indigenza, senza cibo, senza vestiti e senza alloggi.

In seguito alla sconfitta della Bulgaria nella guerra, per ragioni sia esterne (negoziazioni con l’Impero Ottomano sullo status della Tracia occidentale) che interne (le imminenti elezioni parlamentari) nell’autunno del 1913 il governo decise di invertire la politica di conversione forzata e permettere ai pomacchi di riacquistare i loro propri nomi, cosa che fecero prontamente. L’insuccesso della politica di conversione forzata era già stato previsto alcuni mesi prima, quando fu creata la repubblica di Gumuldjina (di breve vita) nella Tracia occidentale con la ritirata sia delle forze bulgare che di quelle ottomane; i pomacchi dell’area approfittarono della situazione per ritornare all’Islam.

Nella prima guerra mondiale la Bulgaria si alleò con le Potenze centrali, mentre la Grecia si schierò con la Triplice intesa. La vittoria di quest’ultima portò nel 1919 alla firma del trattato di Neuilly, col quale la Bulgaria cedette la Tracia occidentale alla Grecia.

La comunità slavofona musulmana fu assimilata dalle autorità greche alla locale comunità di lingua turca, che non fu soggetta allo scambio di popolazioni previsto dal Trattato di Losanna del 1923. Musulmani di etnia turca, musulmani bulgarofoni e rom musulmani furono fatti confluire nella cosiddetta minoranza musulmana di Grecia (greco: μουσουλμανική μειονότητα Ελλάδος musulmanikì mionòtita Ellados; turco: Yunanistan müslüman azınlığı; bulgaro: мюсюлманско малцинство на Гърция mjusjulmansko malcinstvo na Gǎrcija). In base al censimento del 1991, la „minoranza musulmana di Grecia“ conta 97’604 persone, pari allo 0.95% della popolazione totale della Grecia, e al 28.88% della popolazione nella regione della Tracia.

In passato, l’istruzione impartita nelle scuole di minoranza era in greco e in turco (quest’ultima in particolare per l’educazione religiosa): per questo motivo, la comunità musulmana bulgarofona ha subito nel tempo un processo di assimilazione linguistica e culturale alla comunità di lingua turca.

Oggi i pomacchi sono presenti in Turchia sia nella Tracia orientale, dove da tempo sono stati presenti, sia in Anatolia, dove iniziarono a migrare dalla indipendenza della Bulgaria nel 1878, ma non vi erano presenti prima. Le ondate principali di pomacchi arrivarono dai Rodopi nel 1912, 1950-1951 e nel 1989 Dall’insediamento in Anatolia hanno praticamente perso la loro lingua e, insieme ai pomacchi che risiedono nella Tracia orientale, sono stati assimilati ai turchi.

Ciò non significa che i pomacchi siano divenuti completamente indistinguibili dal resto della popolazione turca; politicamente sono bene organizzati. Questo è in parte dovuto alle associazioni di emigranti, come l’Associazione Cultura e Solidarietà dei Turchi dei Rodopi, una organizzazione relativamente ben conosciuta, anche se piccola, fondata da pomachi prima degli anni ’80; in seguito unitasi con una associazione simile dei turchi danubiani a formare la „Associazione di Cultura e Solidarietà dei Turchi di Rodopi e Danubio“. Si sostiene che gli immigrati curdi che si sono insediati nella Tracia orientale hanno portato alla coscienza di una propria identità i pomacchi ed i turchi bulgari.

Sono ancora importanti i collegamenti che connettono i villaggi pomachi dei Rodopi con i loro villaggi gemelli in Anatolia; i pomacchi che hanno lasciato la Bulgaria si sono diretti generalmente verso i villaggi dove erano parenti e amici. Questi villaggi gemelli sono spesso uniti da linee dirette di autobus di compagnie private.

Diversamente dalla Bulgaria, dove i pomacchi sono riluttanti a lasciare i propri villaggi di montagna, in Turchia si sono insediati nelle grandi aree urbane, anche se le autorità nel passato hanno cercato di favorire gli insediamenti nei villaggi. Nell’interpretazione di Yulian Konstantinov questo comportamento deve essere letto alla luce della percezione di sicurezza ed insicurezza: mentre la Bulgaria è percepita come „insicura“, la Turchia è percepita come „sicura“ dai pomachi.

Il numero di musulmani di lingua bulgara in Turchia è ritenuto intorno ai 300.000. L’ultimo censimento linguistico tenuto in Turchia nel 1965 contava 27.226 persone di madre lingua bulgara, ma questo numero è sicuramente una sottostima.

Al riguardo dei pomacchi, della loro storia e identità, anche in Turchia vi è stata una reinterpretazione ed appropriazione. Secondo cui i pomacchi sarebbero „Turchi di montagna“ discendenti da popolazioni turche che entrarono nei Balcani nel medio evo, come gli avari, i bulgari e specialmente i cumani. Il linguaggio invece sarebbe un dialetto turco, molto vicino al vernacoli dell’Anatolia, in cui il 65% delle parole sono turche ed il 25% slave. Sulla conversione si ritiene che i cumani dei Rodopi venendo in contatto con missionari musulmani dal Nord Africa e dal Medio Oriente si siano convertiti prima dell’arrivo degli Ottomani. I lavori che sostengono queste posizioni, non riconosciute in ambito internazionale, sono spesso usati come propaganda politica.

Altri progetti

Julius Radichi

Julius Radichi (* 1763; † 16. September 1846 in Wien) war ein österreichischer Schauspieler und Opernsänger (Tenor).

Radichi stammt vermutlich aus Italien und trat erstmals 1793/94 in der Mailänder Scala sowie 1799 in Genua auf. Vom 24. Februar 1808 bis zum 31. August 1819 sowie in den Jahren 1826 bis 1829 war er Mitglied der Wiener Hoftheater. Am 23. März 1829 gab er sein Abschiedskonzert und war danach als Pädagoge tätig.

Er war auch ein geschätzter Konzertsänger, vor allem in Joseph Haydns Oratorien Die Schöpfung und Die Jahreszeiten.

Besonders bekannt wurde er in der Rolle des Florestan in Beethovens Oper Fidelio. Er verkörperte diese Partie in der Uraufführung der dritten und endgültigen Fassung, die am 23. März 1814 im Theater am Kärntnertor stattfand. Zuvor hatte er den Florestan auch in Ferdinando Paërs Oper Leonore gesungen, die erstmal am 8. Februar 1809 im Kärntnertor-Theater – in deutscher Sprache – aufgeführt wurde.

Radichi wohnte zuletzt am Franziskanerplatz Nr. 911, wo er im Alter von 83 Jahren an Altersschwäche verstarb.

Pierre Marie

Pierre Marie (9 September 1853 – 13 April 1940) was a French neurologist who was a native of Paris.

After finishing medical school, he served as an interne (1878), working as an assistant to neurologist Jean-Martin Charcot (1825–1893) at the Salpêtrière and Bicêtre Hospitals in Paris. In 1883 he received his medical doctorate with a graduate thesis on Basedow’s disease, being promoted to médecin des hôpitaux several years later (1888). In 1907 he attained the chair of pathological anatomy at the Faculty of Medicine, and in 1917 was appointed to the chair of neurology, a position he held until 1925. In 1911 Marie became a member of the Académie de Médecine.

One of Marie’s earlier contributions was a description of a disorder of the pituitary gland known as acromegaly. His analysis of the disease was an important contribution in the emerging field of endocrinology. Marie is also credited as the first to describe pulmonary hypertrophic osteoarthropathy, cleidocranial dysostosis and rhizomelic spondylosis. In his extensive research of aphasia, his views concerning language disorders sharply contrasted the generally accepted views of Paul Broca (1824–1880). In 1907, he was the first person to describe the speech production disorder of foreign accent syndrome.

Marie was the first general secretary of the Société Française de Neurologie, and with Édouard Brissaud (1852–1909), he was co-founder of the journal Revue neurologique. His name is associated with the eponymous Charcot–Marie–Tooth disease, being named along with Jean-Martin Charcot and Howard Henry Tooth (1856–1925). This disease is characterized by gradual progressive loss of distal muscle tissue in the arms and feet. It is considered the most common disease within a group of conditions known as „hereditary motor and sensory neuropathies“ (HMSN).

Japan–Montenegro relations

Japan–Montenegro relations refers to the bilateral relationship between Japan and Montenegro. Japan recognised Montenegro on 16 June 2006 and established diplomatic relations on 24 July 2006.

Japan has a non-resident ambassador in Belgrade. It is „the policy of the Government of Japan to attach importance to the peace and stability of Western Balkans countries including Montenegro“.

Montenegro was an ally of Russia in the Russo-Japanese war. In 1904 Montenegro declared war on Japan in support of Russia, however did not dispatch any significant forces. Volunteers from Montenegro were sent to fight in the Russian Army in Manchuria. In the peace treaty following the war, Montenegro was excluded from the treaty and a state of war continued to exist between the two countries.

In 2006, Japan recognized Montenegrin independence and declared that the war was over. Thus ended the war that lasted 101 years, a war extended by diplomatic irregularity.

After European Union nations, Japan is Montenegro’s 12th largest trading partner.

According to the Japanese Foreign Ministry, there was a very small community of 11 Japanese nationals in Montenegro in 2009.

Садид, Хамид

* Количество игр и голов за профессиональный клуб считается только для различных лиг национальных чемпионатов, откорректировано по состоянию на 15 октября 2015.

** Количество игр и голов за национальную сборную в официальных матчах.

Хамид Садид (англ. Hamid Sadid; 24 мая 1989, Афганистан) — афганский футболист, полузащитник клуба «Босна 92». Выступал за национальную сборную Афганистана.

Родился в Афганистане, но в 11 лет вместе с семьёй переехал в Швецию. Где играл за команду «Сюрианска». С 2012 года по 2014 год находился в составе клуба «Эребру». В 2014 перешёл в другую шведскую команду «Босна 92», которая также базируется в городе Эребру.

13 апреля 2014 года дебютировал в составе национальной сборной Афганистана в товарищеском матче против Киргизии (0:0). В следующий раз главный тренер Мухаммад Юсуф Коргар доверил сыграть 4 мая 2014 года в товарищеской игре против Таджикистана. Встреча закончился минимальным поражением афганцев (0:1). Больше за сборную Хамид Садид не играл.

Daniel Díez

Daniel „Dani“ Díez de la Faya (* 7. April 1993 in Madrid) ist ein spanischer Basketballspieler. Er spielt auf der Position des Small Forwards.

Daniel Díez begann seine Junioren-Laufbahn im Jahre 2005 bei CB Estudiantes. Im Sommer 2009 wechselte der damals 16-Jährige in die Jugendakademie von Real Madrid. Dort durchlief er diverse Nachwuchsteams bevor er In der Saison 2011/12 in den ersten Kader übernommen wurde, parallel dazu jedoch mit der B-Mannschaft in der EBA, der vierten spanischen Spielklasse spielte. Am 18. Dezember 2011 feierte er in einem Ligaspiel gegen Assignia Manresa sein Debüt in der ersten Division. Im Sommer 2012 wechselte er auf Leihbasis für ein Jahr zum Erstligisten Lagun Aro GBC um Spielpraxis zu sammeln. Zur Saison 2013/14 kehrte er zu Real Madrid zurück. Bei den Hauptstädtern gewann er den Supercup sowie den nationalen Pokal, in der Euroleague scheiterte er mit seiner Mannschaft erst im Endspiel. Zur Saison 2014/15 wurde er erneut an Lagun Aro GBC ausgeliehen. Díez wurde beim NBA-Draft 2015 an 54. Position von den Utah Jazz ausgewählt. Seine Draftrechte wurde jedoch kurz darauf zu den Portland Trailblazers weiterverkauft.

Daniel Díez gewann mit Spaniens U-16-Nationalteam die Europameisterschaft 2009. Ein Jahr darauf war er Teil des Aufgebots für die U-17-WM in Hamburg, belegte mit seinem Land jedoch nur den 10. Endrang. Im Sommer 2011 gewann er mit Spanien die Goldmedaille bei der U-18-Europameisterschaft in Breslau, brachte es auf durchschnittlich 12,2 Punkte und 10,4 Rebounds pro Spiel und wurde ins All-Tournament Team gewählt. Bei der U-20-EM 2012 erreichte er mit seinem Land die Bronzemedaille und wurde erneut für seine individuellen Leistungen (14,3 Punkte; 5,8 Rebounds) ins Team des Turniers gewählt. Ein Jahr später bestritt er zum zweiten Mal die U-20-Europameisterschaft. Die Spanier beendeten das Turnier erneut auf dem dritten Platz, Dani Díez war mit 18,7 Punkten pro Spiel Topscorer des Turniers und wurde abermals ins All-Tournament Team gewählt.

Am 12. August 2014 feierte Dani Díez in einem Testspiel gegen die Türkei sein Debüt in der A-Nationalmannschaft.

Real Madrid

Nationalmannschaft

Ehrungen

2004/05: Sergio Rodríguez | 2005/06: Carlos Suárez | 2006/07: Ricky Rubio | 2007/08: Mirza Teletović | 2008/09: Brad Oleson | 2009/10: Richard Hendrix | 2010/11: Gustavo Ayón | 2011/12: Micah Downs | 2012/13: Salah Mejri | 2013/14: Guillem Vives | 2014/15: Daniel Díez | 2015/16: Juancho Hernangómez

Fosse des Kouriles

Vous pouvez partager vos connaissances en l’améliorant (comment ?) selon les recommandations des projets correspondants.

La fosse des Kouriles, parfois appelée également « fosse Kouriles-Kamtchatka » est une dépression sous-marine profonde et étroite située dans l’océan Pacifique créée par la convergence de deux plaques tectoniques : la plaque pacifique et la plaque d’Okhotsk. Sa profondeur maximum est de 10 542 mètres.

L’enfoncement (la subduction) de la plaque Pacifique sous la plaque d’Okhotsk est à l’origine de la fosse et engendre une activité volcanique intense à la lisière de la plaque sous laquelle elle s’enfonce qui est à l’origine de l’archipel des Kouriles.

La fosse se trouve à l’ouest de l’archipel des Kouriles, au sud du Kamtchatka et au nord du Japon. La fosse des Kouriles s’étend entre le 41° et le 56° de latitude nord et du 146° au 167° de longitude est. Elle se poursuit au sud-ouest avec la fosse du Japon.

Yohann Artru

Vous pouvez partager vos connaissances en l’améliorant (comment ?) selon les recommandations des projets correspondants.

a Compétitions nationales et continentales officielles uniquement.
b Matchs officiels uniquement.
Dernière mise à jour le 30 décembre 2014.

Yohann Artru, né le , est un joueur de rugby à XV français évoluant au poste d’ailier au sein de l’effectif du Montpellier Hérault rugby.

Après être passé par l’AS Béziers, Yohann Artru rejoint les cadets du Montpellier HR en 2009. Il fait partie de la promotion Adrien Chalmin (2010-2011) au Pôle France du Centre national de rugby de Linas-Marcoussis aux côtés de, entre autres, Tom Ecochard, Sébastien Taofifénua, Vincent Martin, Kélian Galletier et Fabrice Catala Pour la saison 2015/2016 il rejoin les rangs de l’USAP en pro D2. Il remporte le championnat de France juniors Reichel en 2011 avec Montpellier et dispute son premier match en Top 14 la saison suivante, le , contre le Racing Métro 92 au Stade olympique Yves-du-Manoir en étant titularisé à l’aile de l’équipe de Montpellier.

Florian Neuschwander

Florian Neuschwander (* 1. Juni 1981 in Neunkirchen (Saar)) ist ein deutscher Langstreckenläufer.

Florian Neuschwander begann im Alter von 15 Jahren mit dem Laufen, vorher spielte er ab seinem sechsten Lebensjahr Tennis. Seinen ersten Wettkampf, 2 km beim 20. Internationalen Nikolaus-Straßenlauf des VFA Neunkirchen, lief er am 8. Dezember 1996 ohne Training und in Tennisschuhen in einer Zeit von 06:29,2 min.

Nach Abbruch eines Sportstudiums absolvierte er eine erfolgreiche Ausbildung zum Einzelhandelskaufmann und wechselte 2008 zur LG Stadtwerke München, für die er bis 2010 startete. Zwischenzeitlich wohnte er ein Jahr in London und konnte von 18 Rennen in Großbritannien zehn gewinnen. Seine 2009 aufgestellte persönliche Bestzeit von 29:51,88 min über 10.000 m in Birmingham bedeutete Platz 5 der deutschen Jahresbestenliste.

Zunächst spezialisierte sich Neuschwander auf Mittel- und Langstreckenläufe, bevor er auf Ultramarathonläufe umstieg. Seinen ersten Ultratrail absolvierte und gewann er 2011 beim Trail Uewersauer (Luxemburg) in einer Zeit von 03:49:17 h auf 52,5 km. 2012 (03:27:27 h) und 2013 (03:36:07 h) konnte er diesen Lauf ebenfalls gewinnen. Florian Neuschwander arbeitet in einem Frankfurter Laufladen; zu seinen Vorbildern zählt er unter anderem Steve Prefontaine.

Fender Showman

The Fender Showman was a guitar amplifier produced by the Fender company. It was introduced in 1960 and was discontinued in 1993. Blackface and Silverface models such as the Showman, Dual Showman, and Showman Reverb employed the same „piggyback head“ design as the Bandmaster and the Bassman. Dual Showman Reverb used the Fender Twin Reverb chassis and came in non-master and master volume versions with „pull boost“ circuitry, mid-seventies „tailless“ amp decal and a slightly larger head. The Fender Showman is often associated with surf guitarist Dick Dale and was notably used in the 1960s by the Bobby Fuller Four and in the 1970s by Steve Howe of Yes. Jimi Hendrix owned one early model, and later a Dual. Showmans and Dual Showmans are heavily sought after by pedal steel guitar players.

Six preamp tubes, solid state rectifier, four 6L6 power tubes and new output transformer.

AB763 model: three preamp tubes (7025 Normal Channel; 7025 & 12AX7 Vibrato Channel), 12AT7 polarizing tube & 4 x 6L6GC power tubes